Le sezioni unite della Cassazione sull’assegno di divorzio

  • Con la sentenza di cui in calce si indicano gli estremi, le sezioni unite esprimono un principio di diritto che influenzerà la giurisprudenza di merito , cioè le decisioni dei nostri Tribunali, in ordine all’assegno divorzile.
    Si tratta della “valorizzazzione ” del periodo di convivenza della coppia che successivamente si unirà in matrimonio.
  • Così si esprimono le Sezioni Unite : “nei casi peculiari in cui il matrimonio si ricolleghi a una convivenza prematrimoniale della coppia, avente i connotati di stabilità e continuità, in ragione di un progetto di vita comune, dal quale discendano anche reciproche contribuzioni economiche, laddove emerga una relazione di continuità tra la fase “di fatto” di quella medesima unione e la fase “giuridica” del vincolo matrimoniale, va computato anche il periodo della convivenza prematrimoniale, ai fini della necessaria verifica del contributo fornito dal richiedente l’assegno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno dei coniugi, occorrendo vagliare l’esistenza, durante la convivenza prematrimoniale, di scelte condivise dalla coppia che abbiano conformato la vita all’interno del matrimonio e a cui si possano ricollegare, con accertamento del relativo nesso causale, sacrifici o rinunce, in particolare, alla vita lavorativa/professionale del coniuge economicamente più debole, che sia risultato incapace di garantirsi un mantenimento adeguato, successivamente al divorzio.”
  • Tale principio si applica nei casi in cui l’assegno divorzile abbia natura oltre che “assistenziale”, anche perequativo-compensativa.

Sentenza n. 35385, pubblicata il 18.12.2023, in tema di assegno divorzile – componente perequativo-compensativa: accertamento dei presupposti per l’attribuzione e la sua quantificazione.

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