Cass. civ. II Sezione, 14 gennaio 2025, n. 1254
Lo screenshot di messaggi WhatsApp e SMS è una prova valida ?
La Cassazione torna sul tema delle prove digitali ed in particolare sull’efficacia probatoria di messaggi WhatsApp e sms acquisita tramite la modalità del cd. screenshot.
La Suprema Corte ha statuito nel caso in oggetto che “quanto alla contestazione del messaggio WhatsApp prodotto, si rileva che i messaggi “whatsapp” e gli “sms” conservati nella memoria di un telefono cellulare sono utilizzabili quale prova documentale e, dunque, possono essere legittimamente acquisiti mediante la mera riproduzione fotografica, con la conseguente piena utilizzabilità dei messaggi estrapolati da una “chat” di whatsapp mediante copia dei relativi “screenshot”, tenuto conto del riscontro della provenienza e attendibilità degli stessi (Vi è un precedente in Cass. Sez. U, Sentenza n. 11197 del 27/04/2023)“.
La motivazione trova fondamento in un articolo del codice civile, l’art. 2712 c.c., mediante la cui osservazione si evince che “il messaggio di posta elettronica (c.d. e-mail) – e così i messaggi whatsapp – costituisce un documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privo di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c. e, pertanto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime ( Altri precedenti si trovano in Cass. Sez. 2, Sentenza n. 19622 del 16/07/2024; Sez. 2, Sentenza n. 11584 del 30/04/2024; Sez. 2, Ordinanza n. 30186 del 27/10/2021; Sez. 6-2, Ordinanza n. 11606 del 14/05/2018).

